"A volte sono arrabbiato. Mi chiedo che diritto tu abbia di fare tutto questo. Vorrei ucciderti. L'ho pensato. So che questa lettera un domani, qualora tu dovessi morire, potrà essere usata come prova. Io però non voglio ucciderti e forse questa frase potrà scagionarmi. Un giorno avrei potuto fare irruzione, anzi, sarei potuto rientrare anzitempo, visto che sei tu ad essere a casa mia e magari ti avrei trovato lì, con i tuoi glutei contratti e due gambe divaricate che conosco benissimo con il piede numero trentotto e lo smalto rosso sulle unghie a fare capolino dalla tua figura stantuffante.
Io non so che cosa avrei fatto in quel momento, non ho mai programmato le mie reazioni, né, come molti fanno, ho mai simulato dialoghi che eventualmente potrebbero avvenire. Tu stai leggendo questa lettera, quindi magari l'effetto sorpresa potrebbe svanire.
Avresti paura di me? Se mi incontrassi, intendo. Sai come sono fatto: ci sono almeno una trentina di foto mie, sue, mie e sue disseminate per l'appartamento. Ti sarai fatto un'idea di me. E' minaccioso, è una checca, è un maniaco omicida.
Magari mi vedi come Michael Douglas, o Jim Carrey. Anzi, meglio Jim Carrey, dopotutto in quel film era cornuto anche lui. Sua moglie si faceva scopare da un negro nano. Dico, un negro nano.
E su questo punto apro una parentesi, perché non so per quale ragione ma ci sono aspetti di te che potrebbero addolcire la pillola, se tu le possedessi: cioé se tu tendessi all'estremo, in qualche tua caratteristica, giustificherei parzialmente questa tresca. 'sai, g. è così terribilmente brutto/bello/sporco/biondo/alto che ho provato qualche scintilla irrazionale durata tutto questo tempo'."
questa è la parte della lettera che ho scritto a g. quando è suonato il campanello, quando è iniziato a piovere e un uomo in cerata e casco integrale mi ha consegnato una quattro formaggi ben cotta con olio piccante.
g. è l'amante di mia moglie, che si scopra regolarmente da circa un anno. a casa nostra. nel nostro letto.
stavo facendo la fila al supermercato e sento delle urla, poi un rumore di vetri rotti, vengo spintonato, cado a terra in una pozza unta.
un uomo urla brandendo una bottiglia di olio di sansa di oliva lamentando il fatto che con il suo stipendio non può permettersi dell'olio serio per i suoi figli.
la sansa di olive è praticamente il fondo del raccolto, il buco del culo di qualsiasi raccolto, per l'esattezza. fanno l'olio extravergine, ciò che rimane è la sansa che deve subire dei trattamenti di tipo chimico e deve essere mescolata ad altro olio di seconda scelta per diventare commestibile. l'uomo non è da solo, ci sono altri individui riottosi che scelgono e gettano bottiglie di vino, salse di pomodoro, liquori da sfasciare sul pavimento. mi muovo in mezzo a frammenti di vetro e sento il sapore del sangue nella mia bocca, ma potrebbe essere anche salsa di pomodoro.
"indignamoci!" - "ingiustizia!" - "ribelliamoci!"
un anonimo passante disteso in un bloody mary gigante, questo ero.
riesco ad udire qualche parola e qualche patetico proclama che sembra preso da qualche film sfigatello di sinistra dove si inneggia alla rivoluzione, disteso in mezzo alla lotta continua del mezzo chilo di pasta, dell'olio d'oliva, del succo di frutta, del detergente intimo, della passata di pomodoro. la gente cercava di passare calpestando pezzi di vetro, ma non riuscivo a capire se a parte me e ai due cassieri del discount ci fosse rimasto qualcuno ancora in grado di ragionare.
riesco ad udire qualche parola e qualche patetico proclama che sembra preso da qualche film sfigatello di sinistra dove si inneggia alla rivoluzione, disteso in mezzo alla lotta continua del mezzo chilo di pasta, dell'olio d'oliva, del succo di frutta, del detergente intimo, della passata di pomodoro. la gente cercava di passare calpestando pezzi di vetro, ma non riuscivo a capire se a parte me e ai due cassieri del discount ci fosse rimasto qualcuno ancora in grado di ragionare.
poi degli scarponi calpestano dei pezzi di vetro e sento un colpo secco alla base della nuca.
poi un altro.
e un altro.
dopo un trauma cranico e quindici giorni di ospedale vengo invitato ad una festa a casa di amici di amici che hanno saputo di cosa mi è capitato e vogliono far sì che io trascorra una serata tranquilla.
chi doveva venire a prendermi mi dà buca, ma la fame di vita sociale che ho fa sì che circa sei ore dopo essere stato dimesso mi rechi in un appartamento centralissimo: la serata non è propriamente una festa, sembra più di stare ad un circolo ricreativo.
entro in una stanza salutando timidamente, ma non appena apro bocca mi viene chiesto di fare silenzio: venti persone in piedi, un'enorme tv dove si vedono due individui che parlano in inglese (american english). tutti stanno seguendo molto attentamente questa rappresentazione.
i due tizi, incravattati, anonimi, su sfondo bianco, dicono cose sul fatto che jimi hendrix è nato negli stati uniti e poi è emigrato a londra e che lemmy dei motorhead è nato a londra ed è emigrato negli stati uniti, poi parlano di cibo, poi parlano di renoir, poi parlano di alan shearer.
un tizio, fra i presenti, interrompe la riproduzione del video
"OK. ORA DITEMI QUALE DEI DUE SIGNORI NON E' NEWYORKESE. E PERCHE'. AVETE TRE MINUTI PER RISPONDERE. COME GIA' DETTO DOVETE SCRIVERE LA RISPOSTA SUL ROTOLINO DI CARTA CHE VI E' STATO DATO CHE POI MI CONSEGNERETE, PIEGATO, CON IL VOSTRO NOME BEN VISIBILE"
viene dato uno straccetto di carta anche a me.
Nessun commento:
Posta un commento