"la mia priorità è sempre stata quella di renderla felice. Mi rendo conto, mio malgrado, che a volte la felicità altrui mostra un conto salato da pagare. Tanto più è l'amore, tanto più è il sacrificio."
questa è la penultima frase che ho scritto nella lettera indirizzata a g.
g. è l'amante di mia moglie, che si scopa regolarmente da circa un anno. a casa nostra. nel nostro letto.
assume del disulfiram.
credo che siano già arrivati alle confidenze, al momento in cui si spogliano oltre che dei vestiti e dei liquami corporei anche delle tristi esperienze passate, trascorse: lui è un alcolista. oppure ha a che fare con degli alcolisti.
magari è un medico.
un terapeuta.
ma il disulfiram si può prescrivere così e poi un alcolista se lo va a prendere in farmacia? a questi poveracci on viene somministrato coattivamente dopo che hanno raccontato la propria esperienza in cerchio?
se fosse un medico capirei i tempi molto morbidi, morbidi quanto la vagina di mia moglie dove lui alberga. se fosse un alcolista capirei altrettanto bene, magari è disoccupato: la notte si piscia addosso in qualche bar di fattoni vicino al centro.
anna è una persona fantastica. al contrario di me ha due lati della propria personalità piuttosto antitetici. sa essere una serpe al lavoro, ma ha un innato spirito da crocerossina. ecco quindi spiegato il perché dovrebbe scopare un alcolista.
gli avrà parlato di me?
rideranno di come ansimo? delle frasi che dico a letto?
di quando ho fatto cilecca?
scherzerà delle mie perversioni? lo guarderà negli occhi come guarda me?
a letto credo di difendermi abbastanza bene. oddio, non sarei cornuto da oltre un anno se mi difendessi abbastanza bene, ma magari lui si difende semplicemente meglio di me, il che non implica che io non sappia difendermi.
difendersi è stare sulla difensiva e parlando di come scopo forse sto in qualche modo già rivolgendo un j'accuse nei confronti delle mie gonadi.
o magari no.
però, insomma, al liceo mi divertivo un sacco e nessuna si è mai lamentata.
"nessuna si è mai lamentata" è parlare per stereotipi. lo diciamo spesso quando in realtà l'esistenza, l'esperienza non ci ha messo difronte riscontri inconfutabili.
a letto non si chiede mai "ti è piaciuto?", quindi non è che abbia prove tangibili: però chi più chi meno tutte ansimavano, tutte mugolavano, a tutte, più o meno, ripeto: più o meno. a tutte, più o meno si umettava la vagina.
anche all'università ho fatto le mie conquiste. oltretutto ho sempre avuto donne molto appetibili.
conquistai elisa.
elisa era pisellocentrica. ovverosia, con lo stesso principio per il quale la bussola indica il nord magnetico, così tutti i cazzi indicavano elisa.
elisa aveva dei lunghi capelli castani, con riflessi ramati e arricciati verso le punte.
miscelava l'occhio azzurro a dei tratti vagamente orientaleggianti.
aveva delle lunghissime gambe estremamente lisce e sempre perfettamente depilate.
anzi, elisa non aveva peli.
il contrabassista del mio quartetto è Il Figo. tutte vogliono lui. tutte si girano verso di lui.
ci sa fare, fa ridere le donne, di lui dicono oltretutto sia molto dotato. chi diceva che le dimensioni non contano?
arriviamo in un locale una sera, uno con un esame di semiotica appena superato e io reduce da chissà che cazzo.
al locale davano il karaoke ed elisa ci si avvicina alla ricerca della voce maschile in un pezzo che andava cantato in due.
ovviamente chiese prima al contrabassista ed in egli trovò la seconda voce, in me trovò un microfono di carne cruda qualche ora dopo.
non so nemmeno come finimmo a consumarci i genitali nella mia stanza, ma so che ad un certo punto ho iniziato a bere e a fare battute alle quali tutti ridevano. elisa rideva! ero il re della festa.
ero il re della vagina di elisa.
Nessun commento:
Posta un commento