domenica 11 dicembre 2011

invisible movement

ho pensato alla sceneggiatura del tuo video.

hai buttato giù qualcosa?

no guarda, in realtà mi è venuta in mente una manciata di minuti fa quindi se vuoi te la faccio breve.

fammela breve.

in pratica il pezzo si apre con questo effetto larsen, no?

sì.

ecco, mentre c'è questo fischio si apre la luce di un vano scale e tu fai entrare delle persone in un portone, agevolando il passaggio e indicando una direzione.

ok. poi.

poi inizia la strofa e dirigi tutte queste persone in una stanza e iniziate a fare cose.

quali cose?

trafficate su di un tavolo, su pareti, gesticolate, però l'inquadratura indugia al massimo all'avambraccio e non fa mai vedere che cosa maneggiate. però vi date molto da fare.

molto da fare come?

nel senso che sembra stiate realizzando un qualcosa che preveda una coordinazione fra individui, un gioco di squadra, ma non si capisce cosa in realtà stiate facendo. le immagini devono essere concitate e paradossalmente concretizzare un processo produttivo ben articolato.

la canzone che ho scritto parla di schiavitù emotiva.

la canzone di cui parli parla di processi deduttivi.

parla di schiavitù emotiva. racconta di come siamo schiavi delle nostre personali proiezioni.

parla dei processi deduttivi che ci spingono a vedere ciò che vogliamo vedere. e poi arriva il ritornello.

sì.
poi arriva il ritornello e io urlo al la strofa "drive under the speed limit, resented me when they could no longer recognize". e qui?

e qui... qui ci penso un attimo perché considera che è il parto di un secondo fa. cioé ho tutta l'idea in testa. descrivertela è un casino.

qui la seconda chitarra incalza. i tom sembrano dei mitragliatori. i piatti vengono devastati.

e il processo esecutivo delle persone che sembrano così coordinate mostra delle crepe.

delle crepe.

sì. il tizio "a" perde gli occhiali in un ingranaggio. il tizio "b", chessò, ha delle mani troppo grosse per realizzare il compito che gli viene assegnato, il tizio "c" si altera con il tizio "d" per una sequenza di ragioni.

e tutto questo senza far vedere cosa le persone stiano facendo?

sì.

arriva grosso modo il mio assolo di chitarra.

e qui entrano nella stanza due uomini: uno vestito da coniglio, uno da gerarca nazista.

e...?

e il gerarca nazista aiuta l'uomo senza occhiali, il coniglio assegna un altro compito all'uomo con le mani troppo grandi. assieme poi cercando di mediare e raffreddare gli animi di individuo "c" e individuo "d".

parte un crescendo.

e qui cerco di far capire al pubblico che il tempo sta per scadere. che quello che andava realizzato aveva un tempo di gestazione non infinito. quindi il gruppo comincia a lavorare in fretta e furia.
la pareti della stanza cominciano ad incrinarsi, pezzi di intonaco cadere, esplodono delle tubature. acqua dappertutto. i ragazzi sembrano mollare.

poi il pezzo si conclude con un arpeggio e cosa succede?

succede che i muri portanti si sgretolano. la polvere riempie ogni spazio. la gente continua ad operare, ma viene via via travolta. e succede che ogni cosa viene spazzata via. succede che si vede che cosa i ragazzi stavano realizzando.

e che cosa stavano realizzando?

una caffettiera.

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