lunedì 14 marzo 2011

stanno rovesciando qualcosa in mezzo alla strada,

comprimo rutti che sanno di birra e nachos. strofino energicamente l'indice ed il medio di entrambe le mani sotto agli occhi per mettere assieme un patetico tentativo di cancellare i segni della notte appena trascorsa. le mie estremità odorano di umori vaginali. 
è il primo di agosto e sto perdendo i sensi, ho un tracollo alla vista della mia immagine riflessa allo specchio sporco di calcare e sagome di gocce d'acqua. un taglio di almeno sei centimetri vicino all'attaccatura dei capelli mi segna la fronte e un paio di vistose ferite lacero contuse solcano i miei zigomi.
improvvisamente sento le sue mani cingermi la vita da dietro e un viscido, rovente guizzo penetrare il mio orecchio. la sua lingua percorre traiettorie che profumano di una nuova grezzissima passione composta da mille incognite e territori da scoprire, una passione che mi inietta ego nelle vene, ed euforia. le sue mani si stringono in un abbraccio più forte, che mi provoca un dolore lancinante. urlo. lei fa un balzo all'indietro. il mio torace presenta una sequenza di forme irregolari e bluastre. 
il suo bacio ha il sapore di sangue rappreso e biscotti novellini che impasto nella saliva a due metri dalla porta che si è appena chiusa alle mie spalle. 

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