martedì 1 febbraio 2011

fine maggio.

così ieri mi arriva una telefonata con id nascosto alle sette e trequarti.
sono nervoso, in preda alla più fitta miopia mattutina, mentre cerco un paio di boxer per la giornata, noto di aver irreparabilmente rovinato con la candeggina una delle magliette più importanti della mia storia recente.
ho bisogno di una polo chiara. possibilmente bianca. non gialla, azzurrina, né arancio.

stacco alle 18, e il display del cellulare notifica che ho cinque o sei chiamate perse. 
ad un ulteriore tentativo rispondo, e all'altro capo del telefono c'è una signorina della vodafone, che con voce cordiale e distaccata mi racconta che ho superato non si sa quale selezione, e che avrei diritto ad una particolare promozione per la telefonia domestica.
prendo tempo, e le dico che non mi vergogno ad ammettere di essere un cliente telecom soddisfatto. con lo stesso impenetrabile tono, ripete a papello un saluto preconfezionato. dalla voce ho come l'impressione si trattasse di una gran figa di stampo post-universitario. capelli lisci. ciuffo sbavato. occhiali con la montatura grossa. 

ai piedi del municipio un signore stretto in una maglietta infeltrita, accompagna dei motivetti con uno particolare strumento dal rumore buffo, di cui non comprendo dinamiche e meccanismi. quel suono e quei giochi di luce da ore 19 e 20 mi ributtano alla mente certe estati degli anni 80, con i miei, sulla spiaggia di grado.

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