solo una raccolta di scritti prodotti fra la seconda metà degli anni '90 ad oggi, e pubblicati senza alcuna periodicità.
martedì 8 maggio 2012
Caricature
quando nel mio paese si svolge un evento, una ricorrenza, una festività, io ho il mio chiosco dove disegno le caricature. Ce l'ho tutto l'anno in realtà, ma la località turistica in cui sono nato e in cui conduco la mia esistenza vive di flussi migratori consistenti in determinati periodi dell'anno.
Le persone vengono da me e io realizzo la loro caricatura per pochi spiccioli. molte volte si tratta di coppie che vogliono il ricordo della vacanza, ma molto più spesso si tratta di soddisfare il capriccio di un bambino.
Non dovrei dirlo ma credo di possedere un grande talento: questo era il mestiere di mio padre e provo orgoglio per quello che ha fatto.
Già, ovviamente la natura della professione di famiglia -chiamiamola così- non provoca invidia in nessuno: non siamo uomini di scienza alla ricerca della molecola adatta a fermare il dolore, non siamo poeti che con un verso sanno descrivere l'indescrivibile, non siamo musicisti e non faremo innamorare nessuno.
Siamo lo spazio fra una collanina di perle finte e un paio di ciabatte. In una fila di esercizi da sbocco turistico.
Mio padre, prima, adesso io: disegniamo. Persone.
Disegniamo le persone amplificandone i tratti, ingrandendone le smorfie, togliendo la tristezza dagli occhi, se c'è.
Moltiplicando gli incisivi, amplificando i solchi nelle carni. Girando il coltello nella piaga con una tonalità più scura della pelle se l'abbronzatura risulta eccessiva, caricaturale.
Noi siamo qui per favorire chi desidera ridere di se stesso. Siamo qui per sistemare una pezza su dei volti che, la gente, teme, non siano adatti.
E noi inviamo il messaggio esatto: il tuo viso può essere peggio di così. Il tuo viso può essere agghiacciante solo se noi lo disegniamo. Altrimenti l'idea che di voi avete è solo un dardo lanciato nel bersaglio dell'autostima.
Il cavalletto è il nostro tavolo operatorio, la matita il nostro bisturi, il colore la nostra medicina.
Marito e moglie.
Uomo e amante.
Giovane e vecchia.
Cane e bambino.
Celebrità in incognito.
Magri.
Alti.
Brutti.
Belli.
Buoni.
Cattivi.
Mio padre, prima, adesso io realizziamo il ritaglio di centimetri di carta che finiranno nelle pareti dei vostri soggiorni, che finiranno negli scatoloni durante i traslochi. Che ricorderanno luoghi piacevoli, periodi piacevoli. Il nostro lavoro potrà essere cestinato. O osservarvi, tramite i vostri stessi occhi mentre uscite nudi dalla doccia, mentre fate l'amore con vostra moglie, mentre venite picchiati o violentati. Mentre perdete una persona cara. Potremmo essere la persona cara che avete perso e che abbiamo ritratto.
Noi entriamo nel vostro amor proprio, durante il medioevo saremmo stati arsi vivi per lesa maestà, durante l'ora di disegno allontanati, nella guerra incapaci di tenere un fucile, in amore derisi. Nella vita capaci di prendere spunto dal prossimo essere umano, per pochi spiccioli.
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Sei angosciante e travolgente....
RispondiEliminaNon voglio far altro che leggere tutto ciò che scrivi, ti prego non smettere mai!!!
Dimmi che sei tornato per restare!
Certo che scoprirti con duericcheporzioni e poi leggere una cosa del genere è davvero una piacevole sorpresa :-)
RispondiElimina